Il 2022 sarà un anno importante per le agevolazioni agli investimenti in quanto, salvo modifiche, si tratterà dell’ultimo anno con percentuali cospicue di sostegno tramite credito di imposta. Con l’approvazione della Legge di Bilancio 2022 infatti, a partire dal 2023 le percentuali si ridurranno sensibilmente.

La Legge di Bilancio 2021 aveva già definito la struttura degli aiuti agli investimenti sotto forma di credito di Imposta per l’anno 2022. Le percentuali sono generalmente riviste al ribasso rispetto al 2021, ma le modalità di utilizzo e i requisiti rimangono gli stessi.

Per gli investimenti realizzati a partire dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2022, o al 30 giugno 2023 con ordine e acconto pagato almeno pari al 20% entro il 2022 sono previste le seguenti agevolazioni:

Schema Agevolazioni

*Fonte CNA PR

Dal gennaio 2023 e fino a tutto il dicembre 2025, con consegna allungata fino al giugno 2026, secondo questo schema:

  • 20% per investimenti fino a 2,5 milioni
  • 10% per investimenti da 2,5 a 10 milioni
  • 5% per investimenti da 10 a 20 milioni

Diminuzione dell’aliquota anche per i beni immateriali 4.0 previsti dall’allegato B: per il 2021 e il 2022 l’aliquota è fissata al 20%. La legge di bilancio 2022 prevede una proroga ancora al 20% per il 2023 e poi al 15% per il 2024 e al 10% per il 2025.

Caratteristiche dell’agevolazione per i beni materiali e immateriali 4.0 facenti parte degli allegati A e B 2017:

1. I beni materiali 4.0 agevolabili sono raggruppati in tre categorie:

a) Beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori ed azionamenti
b) Sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità
c) Dispositivi per l’interazione uomo macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica 4.0.

Utilizzo del credito di imposta 4.0

Il credito d’imposta 4.0 sarà utilizzabile esclusivamente in compensazione (ai sensi dell’art. 17, D.Lgs. n. 241/1997), in 3 quote annuali di pari importo, a differenza della precedente annualità quando le quote annuali erano 5. Per poter beneficiare dell’agevolazione è necessario produrre una perizia asseverata da parte di un ingegnere abilitato che attesti il rispetto dei requisiti previsti dalla normativa (per importi inferiori a 300.000 euro la perizia potrà essere sostituita da una dichiarazione sostitutiva di atto notorio da parte del legale rappresentante).

L’interconnessione resta requisito fondamentale per poter fruire dell’agevolazione. Dal 2021 l’utilizzo del credito di imposta potrà partire dallo stesso anno di avvenuta interconnessione dei beni. Qualora l’interconnessione di detti beni avvenga in un periodo d’imposta successivo a quello della loro entrata in funzione sarà comunque possibile iniziare a fruire del credito d’imposta per la parte spettante per i beni non Industria 4.0.

Al bonus non si applicano i limiti di cui all’art. 1, comma 53, legge n. 244/2007, di cui all’art. 34, legge n. 388/2000 e di cui all’art. 31, D.L. n. 78/2010.

Per le imprese ammesse al credito d’imposta, la fruizione del beneficio spettante è comunque subordinata alla condizione del rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro applicabili in ciascun settore e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

Per poter beneficiare del credito di imposta, le fatture e gli altri documenti relativi all’acquisizione dei beni agevolati devono contenere l’espresso riferimento normativo.

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Fino a poco tempo fa la regola era applicare super e iper-ammortamento sull’acquisto di nuovi macchinari e macchinari innovativi. Queste tipologie di contributi sono sempre stati difficilmente accessibili; per questo motivo la legge adesso prevede il Credito d’imposta per gli investimenti e Credito d’imposta 4.0.

Chi può accedervi?

A tale contributo posso accedere tutte le imprese (PMI e GI) residenti in Italia, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza e dal regime fiscale.

Sono  escluse  le  imprese  in  stato  di  liquidazione  volontaria,  fallimento,  liquidazione coatta   amministrativa,   concordato   preventivo   senza   continuità   aziendale,   altra procedura  concorsuale.  Sono  inoltre  escluse  le  imprese  destinatarie  di  sanzioni interdittive ai sensi dell’articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231.

Tipo di contributo

Per quanto riguarda gli investimenti in industria 4.0., il Credito verrà calcolato sul costo sostenuto come segue:

Per gli investimenti effettuati dal 16/11/2020 al 31/12/2021, o fino al 31/06/2022*

  • 50% del costo sulla quota complessiva di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • 30% del costo sulla quota complessiva di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino ai 10 milioni di euro;
  • 10% del costo sulla quota complessiva di investimenti oltre i 10 milioni di euro e fino ai 20 milioni di euro;

(*A condizione che entro il 31/12/2021 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura pari ad almeno il 20% del costo di acquisizione.)

Per gli investimenti effettuati dal 01/02/2021 al 31/12/2022, o fino al 31/06/2023**

  • 40% del costo sulla quota complessiva di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • 20% del costo sulla quota complessiva di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino ai 10 milioni di euro;
  • 10% del costo sulla quota complessiva di investimenti oltre i 10 milioni di euro e fino ai 20 milioni di euro;

(**A condizione che entro il 31/12/2022 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura pari ad almeno il 20% del costo di acquisizione.)

Per gli investimenti effettuati tramite contratti di locazione finanziaria, il costo ammissibile è quello sostenuto dal locatore per l’acquisto dei beni.

Modalità di utilizzo

Le imprese possono usufruire del credito d’imposta esclusivamente in compensazione, con 3 quote annuali di pari importo, a decorrere dall’ anno di avvenuta interconnessione dei beni stessi. Nel caso l’interconnessione avvenga in un periodo successivo a quello dell’entrata in funzione degli impianti, è comunque possibile iniziare a fruire del credito d’imposta per la parte spettante, nella percentuale base del 6%-10%.

La fruizione del beneficiario è subordinata al rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

Il credito d’imposta non può formare oggetto di cessione o trasferimento neanche all’interno del consolidato fiscale. Il credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito nonché della base imponibile dell’IRAP.

E’ cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi a condizione che tale cumulo non porti al superamento del costo sostenuto.

Scopri tutti i macchinari Sintesi per i quali puoi beneficiare del credito d’imposta cliccando qui.

IMPORTANTE: Non tutti gli investimenti rientrano a far parte di questa tipologia di contributo. Per avere l’elenco completo di tutti quelli ammissibili, compila il modulo qui sotto!

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